venerdì 22 maggio 2015

La scelta dello spazzolino da denti

La scelta dello spazzolino da denti è estremamente importante: non esiste uno spazzolino giusto ed uno sbagliato... ciò che conta è sceglierlo in base alle proprie necessità, e soprattutto allo stato di salute dei denti e gengive.


 
La prima regola è evitare uno spazzolino a setole dure, ma orientarsi verso uno a setole medie (da usare con delicatezza) o ancor meglio morbide, soprattutto in caso di sensibilità dentinale o problemi genigivali, oppure nel periodo di guarigione dopo una terapia odontoiatrica.

Scelta della testina dello spazzolino: per facilitare la pulizia dei denti, la testina dovrebbe essere piuttosto piccola: non più di 2,5 cm di lunghezza e al massimo 4 ciuffi di setole in larghezza. Altra caratteristica importante è la forma della testa dello spazzolino, che dovrebbe essere arrotondata e non presentare spigoli per evitare di traumatizzare gengive e palato. Il mercato offre varie tipologie di spazzolini: alcuni sono dotati di apposito puliscilingua dietro la testina; altri, invece, sono provvisti di speciali alette in gomma o lattice ai lati della testa, la cui funzione è massaggiare la gengiva durante lo spazzolamento dei denti. Altri ancora sono muniti di testina flessibile, per raggiungere più agevolmente anche le zone più nascoste delle arcate dentarie.

Sicuramente, se utilizzato con la tecnica corretta anche un semplice spazzolino dritto svolge perfettamente il suo lavoro!
 
Scelta delle setole dello spazzolino: è buona regola evitare l'utilizzo di spazzolini a setole naturali: queste, infatti, non solo rischiano di lesionare le gengive, ma trattengono anche i batteri al loro interno, aumentando così le probabilità di sviluppare carie. Si dovrebbe dunque preferire uno spazzolino dotato di setole artificiali, in grado di migliorare effettivamente la pulizia ed agevolare lo spazzolamento. In tabella, sono riportati schematicamente vantaggi e svantaggi delle setole naturali e sintetiche.

CARATTERISTICHE DELLO SPAZZOLINO IDEALE:
  • Eccellenti proprietà funzionali: efficace nel rimuovere residui di cibo e placca dalla superficie dei denti e dagli spazi interdentali, facile nello scorrimento, facile da maneggiare
  • Delicato per le gengive 
  • Durevole e a basso costo 
  • Testina corta con numerosi ciuffi di setole sintetiche dalle punte arrotondate 
  • Impugnatura confortevole ed antiscivolo 
  • Non dovrebbe contenere lattice (caratteristica ideale per permettere agli allergici al lattice di utilizzare lo spazzolino) 
  • Inodore
  • Insapore
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Igiene orale in gravidanza



Gengiviti e parodontiti, se trascurate possono essere responsabili di un parto prematuro. Il Ministero della Salute ha emesso delle nuove linee guida a protezione della salute dei denti nei nove mesi di gravidanza.
Ogni figlio un dente in meno, si diceva una volta. Per fortuna oggi questa affermazione non trova più molto riscontro. Infatti, la corretta alimentazione, l’igiene orale diffusa e le visite periodiche alle quali ci si sottopone, aiuta a mantenere denti e gengive sani. È vero, però, la gravidanza resta un periodo delicato per il benessere del cavo orale. Infatti si modifica il pH della bocca e delle mucose sotto l’azione degli estrogeni e di altri ormoni, tutti gli elementi, nei nove mesi, aumentano di quantità. In molte donne durante la gravidanza le gengive sanguinano facilmente, segno della debolezza dell’intero cavo orale. Eppure esitano ad andare dal dentista, riducendo di fatto i controlli, temendo un risultato negativo verso il bimbo in arrivo.

Nausea, vomito, sbalzi ormonali: e i denti ne risentono
Invece può verificarsi proprio il contrario: sono i disturbi trascurati ad innescare un’infiammazione e causare addirittura un parto pretermine, basso peso alla nascita e trasmissione dei batteri della carie al bambino. Per questo il Ministero della Salute ha pubblicato una serie di Raccomandazioni per la promozione della salute orale in gravidanza, rivolte a medici ed operatori sanitari. A soffrire di gengivite è una vasto numero di donne in gravidanza, dal 30 al 100%, mentre il 5-20% mostra già segni di parodontite, ossia di un’infiammazione profonda delle gengive fino agli strati più profondi e vicino alla base dei denti, minando la loro salute e predisponendo alla caduta. I fattori di rischio e le cause sono numerosi: modificazioni della dieta e dell’igiene orale, nausee mattine e vomito, reflusso esofageo, tutti insieme questi fattori provocano una diminuzione del pH della bocca, favorendo l’attacco degli acidi e la comparsa dei batteri. A questa situazione si sommano modificazioni ormonali, vascolari e immunologiche.

Regole di igiene e di prevenzione
Per diminuire il rischio di erosioni allo smalto dentale e carie il consiglio, alle donne sofferenti di nausea e vomito, è di consumare spesso piccole quantità di cibo nutriente e non troppo dolce. Se si è soggette a crisi di vomito, subito dopo si dovrebbe sciacquare la bocca con semplice acqua e un cucchiaino di bicarbonato di sodio. Dopo ogni pasto i denti andrebbero lavati con spazzolini a setole più morbide e, se questo non è possibile, masticare chewing-gum senza zucchero o con xilitolo rappresenta una valida alternativa. Il periodo più sicuro per eseguire le procedure terapeutiche è all’inizio del secondo trimestre, tra la 14a e 20a settimana di gestazione. Va comunque precisato che oggi i dentisti si avvalgono di sostanze a bassissima tossicità, studiati proprio per non mettere a repentaglio la salute del bambino.

Subito dal dentista se si vuole un figlio 
Alle donne con una gravidanza in programma, spiega il documento del Ministero, si raccomanda un’alimentazione ricca di frutta e verdura e l’assunzione di acido folico un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre di gravidanza. Non è invece indicata la profilassi con fluoro né la supplementazione con altre vitamine. La gravidanza non è comunque un motivo per rinviare cure odontoiatriche di routine o il trattamento di condizioni acute o necessarie, e le radiografie necessarie possono essere eseguite in tutta sicurezza, adottando le precauzioni indicate. I ritardi nei trattamenti potrebbero provocare danni alla gestante e al feto. In caso di necessità si possono adoperare alcuni farmaci usati per le procedure odontoiatriche, come antibiotici, antinfiammatori e anestetici locali.

Lina Rossi di www.guidagenitori.it


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Denti rotti, da latte o permanenti, l'importante è essere veloci



Le cadute nei bambini sono la regola: correndo, saltando, in bicicletta, nello sport, il volto è la parte del corpo più esposta. I denti dell’arcata superiore possono subire fratture. Se succede, è importante rivolgersi al dentista.
Una caduta dal triciclo o dalla bici, una botta mentre si gioca, uno scontro con la testa di un compagno. E la prima parte del corpo che ne risente sono loro: i denti, solitamente gli incisivi superiori. Non è infrequente, infatti, vedere un bambino anche piccolo, di due o tre anni, senza un dentino, oppure con un dente annerito o scheggiato. In questi casi spesso il difetto è solo estetico e crea più problemi alla mamma, spesso si sente in colpa per non aver controllato bene il figlio. Quando però il dente deciduo rientra nella gengiva o quando il ragazzino è un po’ più grande e il trauma è stato a carico di un dente definitivo, ci potrebbe essere qualche problema. Il dentista è la persona di primo riferimento.
Il trauma al dente da latte
Il dente da latte o deciduo può subire vari esiti: può cadere subito, oppure può restare nella gengiva ma dondolare un pochino. Può scheggiarsi o rompersi o, ancora, può annerirsi con il passare del tempo. La caduta con avulsione della radice, anche se è la più dolorosa e quella che comporta il maggior impatto estetico, è la conseguenza meno seria. Infatti il dente, uscendo completamente dall’alveo, non danneggia la gemma del dente definitivo alloggiato proprio al di sotto. L’unico problema in questo caso: la mancanza del dente non può più mantenere lo spazio per quello definitivo ed il rischio sono i denti permanenti fuori asse. Il dentista potrà valutare se è il caso di applicare un piccolo, invisibile apparecchio per mantenere lo spazio. Il dente scurito o scheggiato va valutato dal dentista, attraverso controlli regolari, eventualmente eseguendo una radiografia, per escludere processi infettivi: se, infatti, alla radice del dente danneggiato si crea un ascesso, questo diventa un ricettacolo di batteri che può causare danni sia al dente definitivo, sia diffondere un’infezione in tutto l’organismo. Il caso più serio è quando il dentino rientra nella gengiva: può infatti toccare la gemma del dente permanente e causare problemi allo smalto, oppure può favorire una eruzione ectopica, ossia non nel posto giusto, per esempio nella parte superiore della gengiva. Anche in questo caso il dentista pediatrico dovrà tenere sotto controllo la situazione, curando il dente definitivo per evitare che sia attaccato dalla carie o applicando un apparecchio correttivo per riportare il dente nella posizione giusta.

Il trauma al dente definitivo
Se il trauma avviene a carico di un dente definitivo, la situazione è più delicata. Per questo motivo è opportuno, anche se si ha l’impressione che sia un danno da poco chiedere prima possibile l’intervento del dentista pediatrico. Sarebbe anzi consigliabile tenere a portata di mano un numero di emergenza odontoiatrica per bambini, per qualsiasi necessità. Partiamo dal caso più serio, cioè se il trauma è stato così forte da provocare la caduta del dente. In questo caso l’elemento va raccolto e tenuto in bocca, ovviamente nella bocca del bambino, a contatto con la gengiva, ossia nel suo ambiente naturale. Non va lavato con acqua o disinfettato o tenuto in un fazzoletto. Se infatti, il dente resta nel cavo orale e si va subito dal dentista, ci sono buone possibilità che possa essere reinserito nell’alveolo. Difficilmente resterà di colore bianco come prima, ma con cure regolari, con trattamenti sbiancanti oppure con l’applicazione di faccette in ceramica, il risultato estetico sarà soddisfacente. Se, invece, il dente dondola o è scheggiato, va comunque controllato dal dentista perché si deve escludere un problema alla radice. In questo caso, per evitare infezioni, lo specialista lo dovrà devitalizzare, sigillare la zona scheggiata, eventualmente ricostruendola e poi ci si dovrà sottoporre a controlli regolari, anche in questo caso con trattamenti sbiancanti. È bene ricordare: nel caso il dente cada e non si possa riposizionare, anche per i ragazzini è possibile ricorrere a un perno con un dente in ceramica esteticamente identico a quello precedente. L’importante è affidarsi a un buon dentista.

LinaRossi di www.guidagenitori.it

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Adolescenti: in arrivo le linee guida per la loro salute orle



In arrivo dal Ministero della Salute le nuove direttive per garantire la buona salute della bocca, molti ragazzi soffrono di carie, ma anche fumo, alcolici, piercing e alimenti sbagliati possono creare seri problemi .
I ragazzi crescono e, con loro, cambiano anche i problemi legati alla salute dei denti. Quando i nostri figli erano piccoli i problemi più seri riguardavano essenzialmente le carie ed i traumi agli incisivi, quando si entra nell’adolescenza gli agenti dannosi per la salute del cavo orale cambiano ed anche di molto. Per questo motivo il Ministero della Salute ha messo a punto delle linee guida pensando proprio ai teenagers, per far capire quali sono i comportamenti sbagliati e quali conseguenze possono avere sulla salute della bocca.
Più carie tra gli adolescenti
Crescendo, in primo luogo, aumenta l’incidenza della carie: se a 4 anni circa un bimbo su cinque – il 21,6% ha questo problema, a 12 anni quasi un ragazzo su due – 43,1% ha almeno un dente cariato. I problemi sono in parte simili a quelli dei bambini: igiene orale scarsa o scorretta e consumo eccessivo di alimenti dolci e bevande zuccherate. Attenzione, però: gli adolescenti oltre a caramelle e bibite gasate zuccherine consumano anche bibite energetiche e soft drinks: questi, oltre a contenere molto zucchero hanno anche un tasso di acidità elevato, in grado di attaccare lo smalto dei denti. Inoltre, consumano chewing gum pieni di zucchero, che spesso vengono gettati via non appena il sapore dolce viene meno, per essere sostituiti da un altro. I denti sono continuamente esposti allo zucchero, trasformato in acido dai batteri presenti nel cavo orale.

Le abitudini che danneggiano i denti
I rischi per denti e cavo orale non derivano soltanto dall’alimentazione scorretta. Anche i piercing possono causare danni, perché la presenza, secondo gli esperti, espone maggiormente al rischio di un trauma ai denti e/o alle labbra. Senza contare una scorretta igiene del piercing stesso, questa deve essere garantita da un buon colluttorio oppure con impacchi di semplice acqua e sale per combattere i batteri che si annidano alla base dei piercing responsabili così di processi infettivi. Attenzione anche ai comportamenti scorretti tipici dei giovanissimi: mordicchiare penne e matite, mangiucchiare carta o gomma da cancellare, mettere in bocca oggetti taglienti danneggia denti, gengive e labbra. Anche il fumo ha la sua responsabilità: macchia i denti in modo spesso indelebile, modifica il pH del cavo orale predisponendo alla carie e può addirittura predisporre a forme tumorali.

Le regole per difendere la bocca
Per mantenere i denti sempre sani ecco quindi le regole del Ministero. È bene moderare gli zuccheri, gli energy drink e i soft drink. Per bere comunque è preferibile usare una cannuccia e, in presenza di cibi o bevande acide che già deteriorano i denti, aspettare un po’ per spazzolarli per non peggiorare la situazione. Se non si possono lavare i denti dopo i pasti si può masticare un chewing-gum senza zucchero, allo xilitolo. Le visite odontoiatriche sono essenziali per la diagnosi di disturbi dell’alimentazione come la bulimia o l’anoressia ad esempio, mascherati, attraverso il riconoscimento di segni indicativi: variazioni di colore, forma e lunghezza dei denti e aspetto traslucido. Fumo, alcol e droghe, oltre a creare danni a tutto l’organismo, possono anche predisporre a tumori cavo orale. Il fumo predispone sei volte di più allo sviluppo di un tumore del cavo orale. E anche le bevande alcoliche, per il loro elevato contenuto di zuccheri, provocano un’acidosi orale e predispongono allo sviluppo di erosioni e carie dentali. L’uso e l’abuso di sostanze e di alcuni farmaci determinano alterazioni del senso di fame, in eccesso o in difetto, e modifiche del comportamento alimentare che si ripercuotono anche sulla salute orale.

Lina Rossi di www.genitori.it

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sabato 16 maggio 2015

Sai quando lavare i denti?


Nei primi minuti che seguono il pasto la superficie dei denti risulta più vulnerabile, perchè la saliva ha bisogno di un po' di tempo per "pulire"la bocca dai residui di cibo, neutralizzare gli acidi e restituire allo smalto calcio e fosfato.

Aspettare circa 20 minuti dal pasto

Vari studi hanno dimostrato infatti che, specialmente dopo aver bevuto bibite gassate o aver mangiato cibi acidi, spazzolare i denti prima che siano trascorsi 20 minuti può danneggiarli seriamente intaccando ancora più in profondità lo smalto e corrodendo la dentina (il tessuto compreso tra lo smalto e la polpa dentaria). In questo arco di tempo il movimento dello spazzolino, anziché rimuovere le sostanze nocive, le farebbe penetrare ancora più in profondità, causando una corrosione ancor maggiore!




Il ruolo della saliva

Dobbiamo lasciare il tempo alla saliva di esercitare la sua azione di detergente e soprattutto di tampone, cioè di neutralizzare, grazie al suo pH neutro, gli acidi assunti con alimenti come agrumi, macedonie, the freddi, spremute d'arancia, pomodori, bevande gassate, ecc..




Quando lavare i denti?
Quindi spazzolare i denti troppo presto, specie se non si utilizza uno spazzolino morbido e un dentifricio poco abrasivo, può favorire la demineralizzazione dello smalto. Non preoccupiamoci che i residui di cibo e quindi la placca si trasformino subito in tartaro, perchè la placca batterica per solidificarsi e diventare tartaro impiega ben 24 ore.
Per una corretta igiene orale dobbiamo lavare i denti almeno due volte al giorno, dopo colazione e dopo cena. La mattina, se abbiamo i tempi stretti, ottimizziamoli: facciamo subito colazione, poi impiegare i famosi 20 minuti per prepararsi e solo prima di uscire lavarsi i denti.



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Domande sull'implantologia? Ecco le risposte

L'implantologia è una metodica sicura, a patto che sia effettuata con materiali di qualità, e con le conoscenze tecniche ed anatomiche adeguate da parte del medico. Di per se' l'impianto non è soggetto a "rigetto" inteso come una sua mancata integrazione nell'osso, in quanto il titanio che lo costituisce è un materiale totalemtne biocaompatibile.



QUALI SONO I VANTAGGI DEGLI IMPIANTI? 
Gli impianti permettono di sostituire denti mancanti ottenendo un effetto molto simile a quello dei denti naturali, evitando di coinvolgere i denti sani adiacenti. L'implantologia spesso rende possibile la realizzazione di una protesi fissa (capsula o ponte) invece di una protesi mobile. Tuttavia, quando ciò non è possibile gli impianti possono servire come ancoraggio per la protesi mobile, fornendo maggior stabilità e comfort nel parlare, nel masticare e nel sorridere.


È DOLOROSO METTERE GLI IMPIANTI? 
L'inserzione dell'impianto nel tessuto osseo dei mascellari non è dolorosa perché l'osso, a differenza del dente, non è innervato. Per eseguire l'intervento senza dolore è sufficiente un'anestesia locale. Il paziente puo' andare a casa subito dopo l'operazione. Nei due-tre giorni successivi all'intervento il gonfiore diminuisce e rimane soltanto un leggero fastidio. Dopo questo periodo la mucosa orale si rigenera del tutto ed i sintomi svaniscono.


SI PUÒ AFFRONTARE L'INTERVENTO SOTTO SEDAZIONE? 
Mentre l'anestesia generale è una procedura da riservare solo ai grandi interventi di chirurgia maxillo-facciale, la sedazione cosciente è una procedura sicura che prevede l'infusione in vena di farmaci ansiolitici, che tolgono al paziente l'ansia e lo stress dell'intervento, pur essendo in grado di respirare autonomamente e di eseguire le richieste del chirurgo. Tale tecnica, eseguita da un anestesista specialista, è consigliata per i pazienti particolarmente ansiosi, per interventi lunghi, per pazienti affetti da cardiopatie comunque compensate, ma che è preferibile monitorare durante l'intervento. Negli altri casi utilizziamo la normale anestesia locale.


A CHE ETÀ POSSO METTERE UN IMPIANTO? 
Non c'è un limite di età per affrontare un intervento di implantolgia, ovviamente se le condizioni generali di salute lo permettono. Invece è importante precisare che non è possibile inserire un impianto in un paziente adolescente: bisogna utilizzare altre soluzioni provvisorie finché il processo di accrescimento osseo non sia giunto al termine; ad esempio ponti adesivi (conosciuti con il nome di Ponti di Maryland).


VI SONO CONTROINDICAZIONI AGLI IMPIANTI? 
Si: in particolare fumo di sigaretta (statisticamente è descritta una minore preobabilità di successo dell'implantologia nel paziente che fuma più di 10 sigarette al giorno); la scarsa igiene e la malattia parodontale non curata (il paziente che soffre di "piorrea" può sottoporsi ad implantologia solo dopo la cura della patologia e l'adozione di una perfetta tecnica di igiene orale); patologie come osteoporosi grave e diabete scompensato (da valutare caso per caso).


QUAL'È IL COMPORTAMENTO DA SEGUIRE SUBITO DOPO L'OPERAZIONE? 
È fondamentale per la buona riuscita dell'intervento che il paziente segua precise regole impartite dal chirurgo nel periodo post-operatorio.


COSA SIGNIFICA CARICO IMMEDIATO? 
In condizioni ideali, adatte a garantire l'immediata stabilità dell'impianto, è possibile avvitare le capsule (quindi i denti) agli impianti nella medesima seduta della loro inserzione chirurgica, o nell'arco delle 24-48 ore (il tempo tecnico necessario a fabbricare le protesi più estese e complesse). L'implantologia a carico immediato si effettua in pazienti selezionati: se non ci sono le condizioni adeguati o le indicazioni per adottare questa tecnica, si fissano le capsule agli impianti dopo un periodo variabile tra i 2 e i 4 mesi.


SI POSSONO METTERE GLI IMPIANTI SENZA BISTURI? 
In adeguate condizioni possiamo inserire l'impianto con un foro nella gengiva e nell'osso senza incidere la gengiva con il bisturi e scollare il lembo gengivale dall'osso sottostante. Si chiama tecnica flapless. È una procedura semplice e veloce, non richiede i punti di sutura e dà quindi scarsi postumi post-operatori. Quasi sempre è necessaria una TAC della zona dell'intervento per valutare altezza e spessore dell'osso. Sulla base dei dati della TAC è costruita una guida che viene utilizzata durante l'intervento per posizionare correttamente gli impianti. Possiamo inserire con tecnica flapless da un impianto singolo, fino a 6 a 8 impianti, riabilitando un'intera arcata, anche con carico immediato.


SE MANCA OSSO COME CI SI COMPORTA? 
La perdita di un dente, in genere per carie destruente, frattura, o malattia parodontale (piorrea), 
comporta quasi sempre una perdita variabile di tessuto osseo. Quindi non sempre ci sono le condizioni ottimali per inserire un impianto dentale e per usare la tecnica flapless. Oggi esistono tecniche per la rigenerazione guidata dell'osso (GBR), e per il rialzo del seno mascellare; ovviamente sono tecniche di chirurgia implantare avanzata che richiedono un intervento con tecnica a lembo aperto.



COS'È UNA OVERDENTURE?
L'Overdenture su impianti é una protesi mobile totale (dentiera) che viene ancorata agli impianti e quindi risulta fissa e stabile; viene tolta dal paziente solamente una volta al giorno per eseguire l'igiene, poi viene reinserita e mantenuta fissa fino alla igiene successiva.


GLI IMPIANTI DENTALI SONO TUTTI UGUALI? 
In Italia sono presenti più di 300 marche di impianti dentali. Tuttavia solo alcune case produttrici di impianti possono vantare una vasta letteratura scientifica che può comprovare la qualità del proprio prodotto. Oltre alla certificazione europea, gli impianti dentali di elevata qualità presentano in genere una certificazione FDA (food and drug administration) che assicura un controllo severo, e costante nel tempo, della qualità del prodotto. Al termine del trattamento, l'odontoiatra dovrebbe sempre rilasciare al proprio paziente un patentino da cui risulti quali impianti abbia utilizzato e che dia la possibilità al paziente di informarsi sulla qualità di tale prodotto. Nei nostri studi utilizziamo solo impianti Zimmer Dental. Zimmer Holdings, società madre di Zimmer Dental, fondata nel 1927, è il primo operatore mondiale, leader nella progettazione, sviluppo, produzione e commercializzazione (in 80 Paesi) di protesi ortopediche ricostruttive, dentali, della colonna vertebrale e prodotti per traumi con i relativi prodotti chirurgici ortopedici. Gli impianti Zimmer sono certificati ISO 13485 e soddisfano e superano gli standard di qualità più rigorosi.


COME POSSO PRENDERMI CURA DEGLI IMPIANTI CON PROTESI FISSA? 
Un'attenta igiene orale associata a controlli regolari è fondamentale per la durata degli impianti che sostengono una protesi fissa (anche se gli impianti non si possono cariare, a differenza dei denti naturali, i batteri presenti in placca e tartaro possono compromettere l'osso che li circonda). Spazzolare la capsula o il ponte che ricopre l'impianto dopo ogni pasto, come gli altri denti, prestando particolare attenzione alla zona in cui la protesi incontra la gengiva (in questa zona può esere utile passare lo spazzolino sulculare: uno speciale spazzolino dotato di due sole file di setole morbide). Passare quotidianamente (soprattutto la sera prima di coricarsi) tra dente e dente il filo interdentale, in modo da eliminare i residui che lo spazzolino non riesce ad asportare. Nel caso di ponte su impianti usare un filo apposito con un'estremità rigida (ad esempio Superfloss), che facilita l'inserzione del filo sotto il ponte e aiuta a farlo scorrere nello spazio tra ponte e gengiva. Lo scovolino interdentale può essere utile negli spazi interdentali vicini alla capsula o al ponte che ricoprono l'impianto, più difficili da raggiungere; va usato con ripetuti e delicati movimenti dentro-fuori.


COME POSSO PRENDERMI CURA DEGLI IMPIANTI CON PROTESI MOBILE? 
Una corretta igiene orale associata a controlli regolari è fondamentale per la durata degli impianti che sostengono la protesi mobile. Oltre alla normale pulizia della protesi mobile, spazzolare attentamente dopo ogni pasto gli attacchi collegati agli impianti e pulirli con un tampone inumidito di colluttorio, soprattutto lungo il bordo gengivale.

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Sai cosa fare dopo la chirurgia orale?

Hai estratto un dente o hai messo un impianto? Ci sono delle regole da seguire per una guarigione più rapida e meno fastidiosa. Adesso te le spiego.

Gli interventi chirurgici in campo odontoiatrico, siano essi estrazioni dentarie più o meno complesse, o interventi di implantologia con o senza innesti di osso, vengono eseguiti in anestesia locale e pertanto sono indolori. Ovviamente, come in altre branche della chirurgia, anche in quella odontoiatrica sono presenti lievi postumi legati al tipo di intervento e alla guarigione dei tessuti. Ogni reazione post-operatoria può essere comunque efficacemente gestita e controllata attenendosi alle istruzioni impartite dal medico, brevemente riassunte nel promemoria qui in basso. 


Dolore
Dopo l'effetto dell'anestesia potrebbe insorgere fastidio o dolore. Se necessario assumere un'antidolorifico. Non aspettare che il dolore diventi troppo intenso altrimenti l'effetto può essere insufficiente. Come spiegato a voce o specficato nella ricetta si può assumere un antidolorifico non steroideo (es. Brufen, Oki, Aulin..) o paracetamolo (es. Tachipirina) nel caso di problemi gastrici. Attenersi scrupolosamente alle prescrizioni farmacologiche del medico per quanto concerne la terapia con antidolorifici e antibiotici. In caso di episodi cutanei o sistemici riconducibili a un meccanismo allergico, sospendere immediatamente la terapia farmacologica e contattare lo studio.



Sanguinamento

Mantenere per circa 30 minuti il tampone di garza posizionato sopra il sito chirurgico per permettere l'organizzazione del coagulo. Poi rimuovere il tampone e lasciare libera la ferita.

Non effettuare sciacqui per le prime 24 ore, perché tale operazione potrebbe sciogliere il coagulo. Durante queste prime ore potrebbe comunque verificarsi un modesto sanguinamento. E'una cosa normale; astenersi dal sciacquare e, se possibile, ingoiare la saliva. Se il sanguinamento è più evidente, comprimere dolcemente con una garza umida la zona interessata per 10 minuti, ripetendo questa operazione 2-3 volte. Se il sanguinamento continua contattare lo studio.



Gonfiore

Nei giorni successivi, la regione del volto corrispondente alla zona operata potrebbe gonfiarsi. Tale gonfiore può essere piuttosto accentuato e associato ad ematoma. Generalmente il fenomeno raggiunge il massimo livello nella seconda - terza giornata postoperatoria e tende a diminuire al quarto - quinto giorno. Si tratta di una cosa normale nell'ambito del processo di guarigione, tuttavia si possono prevenire e ridurre gonfiore ed ematoma con un impacco di ghiaccio. L?impacco dovrà essere applicato all?esterno della zona operata per 20 minuti, con intervalli di 15 minuti fra un?applicazione e l?altra. Tale trattamento va continuato per almeno 5 ore dopo l?intervento. In seconda e in terza giornata il ghiaccio usato ad intervalli regolari come nella prima giornata vi aiuterà a limitare il gonfiore.



Dieta

Il giorno dell'intervento e il successivo assumere cibi semiliquidi e freddi come gelato o frullato, in ogni caso privi di granellini che possano penetrare nella ferita. Nei giorni successivi assumere cibi morbidi e tiepidi come riso o pasta morbida, pesce lesso, formaggi morbidi, carne macinata, verdure bollite, budino e dessert morbidi, frutta cotta, mele grattugiate, pane all?olio o pan carrè, bere molta acqua ed evitare le sostanze acide (succo di limone, aceto). Masticare dal lato opposto a quello dell'intervento.

Nel caso di un intervento di implantologia a carico immediato, la raccomandazione di una dieta morbida si prolunga per i primi due mesi dopo l'intervento, per evitare di sovraccaricare eccessivamente gli impianti. Vanno quindi evitati cibi che necessitano di essere addentati con forza come panini, frutta secca, vegetali crudi, dolci secchi, gomme da masticare.


Igiene
Spazzolare i denti con uno spazzolino morbido solo dopo le prime 12 ore, evitando di traumatizzare l'area operata che deve essere detersa solo mediante l'uso di un clorexidina allo 0,2% sotto forma di collutorio (oppure gel o spray se indicato dal medico); sciacquare delicatamente senza gonfiare troppo le guance per un minuto tre volte al giorno, dopo i pasti.

Continuate in questo modo fino alla rimozione della sutura (circa 7 giorni).

Non utilizzare docce orali o spazzolini elettrici nelle prime 4 settimane successive all'intervento.


Riposo
Il giorno dell'intervento evitare l'esercizio fisico intenso, riposarsi per il resto della giornata e mantenere la testa sollevata rispetto al corpo (durante le prime 2-3 notti sarebbe meglio dormire con 2 cuscini dietro la testa).

Svolgere attività poco faticose nei giorni successivi all'intervento fino alla rimozione della sutura: le attività fisiche pesanti aumentano la circolazione ematica e favoriscono il gonfiore e il sanguinamento dalla ferita post-chirurgica.


Fumo e alcol
Il fumo e l'assunzione di alcolici sono stati associati a percentuali di successo inferiori e a maggiori difficoltà di guarigione dei tessuti gengivali; devono pertanto essere evitati o drasticamente ridotti almeno durante i 7 giorni successivi all'intervento.

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Che fare quando spuntano i primi dentini?

A spuntare per primi sono: gli incisivi, solitamente quelli inferiori e poi quelli dell’arcate superiore, quindi i premolari e i molari. Se in alcuni bambini questo processo naturale non crea disagio, in altri provoca una serie di fastidi più o meno intensi. I disturbi vanno da un lieve indolenzimento delle gengive accompagnato da nervosismo e irritabilità, a veri e propri malesseri. Nei casi più impegnativi i bambini possono avere una leggera febbre unita o meno a forme di diarrea ed infiammazioni generalizzate. Le feci stesse sono più acide e questo irrita il sederino che può arrossarsi e coprirsi di bollicine doloranti mentre la pipì ha un odore più intenso di ammoniaca. Le gengive sono gonfie, dolenti e spesso ricoperte da una sorta di bolla trasparente di colore violaceo. Il piccolo esprime il suo disagio con crisi di pianto e tende a mordere con forza ciò che viene portato alla sua bocca: il capezzolo, la tettarella e qualsiasi altra cosa riesce a stringere tra le manine. La salivazione è più abbondante e il disagio aumenta nel momento in cui il piccolo va a nanna. La posizione orizzontale favorisce l’afflusso di sangue alle gengive infiammate, aumentando il dolore.

Ricordiamo che il primo dentino da latte spunta tra i quattro e gli otto mesi provocando un lieve arrossamento della gengiva che spesso è mal tollerato dal bambino che potrebbe reagire con pianto, irrequietezza e difficoltà a prendere sonno. Per alleviare il fastidio dovuto all'eruzione dei denti da latte si possono utilizzare giocattoli atossici contenenti un liquido refrigerante o da tenere nl frigo, una garza imbevuta di acqua fredda o pomate specifiche a base di sostanze naturali (previo consulto del pediatra). Evitare cibi e bevande calde, e soprattutto evitare miele o altre sostanze zuccherine, che possono provocare l'insorgenza di carie.


Una piccola dose di antinfiammatorio dà sollievo quando il dolore è più intenso o c’è un po’ di febbre, ma i farmaci possono essere utilizzati solo una volta ogni tanto, non certo per tutte le lunghe settimane in cui il bimbo manifesta fastidio. Piuttosto, si può eventualmente ricorrere a qualche rimedio di tipo omeopatico, come Belladonna, che esercita una delicata ma efficace azione antipiretica e antidolorifica o Ferrum phosphoricum, che ha un effetto mirato proprio sulla mucosa gengivale irritata. Per aiutare il bambino a riposare meglio, invece, si può usare Chamomilla: combatte l’irritabilità e rilassa il sistema nervoso. Queste sostanze si trovano anche riunite in un solo prodotto di semplice somministrazione che risulta gradevole al bambino. Si trova in farmacia e va proposto ai primi sintomi di dentizione fastidiosa. Poiché non ha alcun effetto collaterale, può essere utilizzato per tutto il tempo che si desidera.


Molti genitori per far calmare il bambino che piange o fa capricci, lasciano che si addormenti con il biberon contenente latte o altre sostanze cariogene, o con il ciuccio imbevuto di sostanze zuccherine, come il miele. Questa abitudine è da evitare ad ogni costo poiché provoca nella maggior parte dei casi la formazione di carie, anche molto estese. Si tratta della cosiddetta "Sindrome da Biberon". Infine i genitori dovrebbero cercare di staccare il bambino dal biberon tra i 18 e i 24 mesi.

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venerdì 15 maggio 2015

Il cioccolato anticarie e gli altri cibi salva-sorriso

La buona notizia arriva a consolare tutti i golosi: il cioccolato è anti-carie, ma solo se fondente. Lo hanno detto gli esperti riuniti a Roma in occasione del XXI Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti Universitari di Odontoiatria.
Ecco quali sono i cibi salva-sorriso che prevengono le carie e la perdita dello smalto. 

Cioccolato

Lo si può mangiare senza sensi di colpa perché le sostanze antibatteriche che contiene riescono ad avere la meglio anche sullo zucchero presente nei dolciumi al cioccolato. "Il cacao amaro contiene antibatterici naturali che impediscono allo Streptococcus mutans di produrre il glucano, una sostanza appiccicosa che aiuta i germi ad attaccarsi ai denti formando la placca e creando le condizioni perché gli zuccheri vengano trasformati in acidi corrodendo lo smalto" spiega Antonella Polimeni, Presidente del Collegio Nazionale dei Docenti Universitari di Odontoiatria e Ordinario di Odontoiatria Pediatrica alla Sapienza di Roma. "Consumando cioccolato fondente all'80% si può ridurre il rischio di carie, soprattutto se si ha l'accortezza di non mangiarlo assieme a dessert troppo ricchi di zuccheri e carboidrati come la colomba pasquale, che ne vanificherebbero gli effetti positivi".




Miti da sfatare

A sorpresa anche caffè, vino e formaggi aiutano i denti a non perdere smalto e a non essere attaccati da placca e carie. Invece, il consumo di bevande gassate, che contengono molti zuccheri e acidificano il cavo orale, andrebbe il più possibile limitato. Lo stesso vale per i succhi di frutta, la birra, il vino bianco o perfino le mele: cibi tendenzialmente acidificanti ma che tuttavia non devono per forza essere banditi del tutto, perché conta non solo ciò che si mangia ma anche come lo si consuma. L'acidità di questi alimenti può essere efficacemente tamponata accompagnandoli con un po' di formaggio, ricco di calcio e vitamna D che proteggono lo smalto.
Quindi sono ottimi alleati della salute dei denti gli alimenti lattico-caseari come latte, formaggio e yogurt. Cibi alternativi soo: mandorle, salmone, fagioli, broccoli e altre verdure a foglie verde scuro.




Cibi "spazzolino"
Alcuni alimenti proteggono più di altri la nostra bocca. I mirtilli, ad esempio, contengono sostanze antibatteriche che impediscono la formazione della placca riducendola del 70%. Poiché i batteri vi si annidano, la diminuzione della placca ha un effetto positivo contro la carie, che grazie ai mirtilli si riduce fino al 45%. Anche lo yogurt è un alimento salva-sorriso: un vasetto quattro volte a settimana riduce del 22% il rischio di carie, probabilmente depositando proteine protettive sulla superficie esterna dei denti. Nella dieta amica dei denti non dovrebbero mancare funghi, cicoria e verdure crude che agiscono come uno spazzolino da denti naturale, aiutando a eliminare residui di cibo. 





Pane integrale e cereali
Perché sono utili: siete in attesa di un bambino o state cercando di concepire? Dovreste essere consapevoli del fatto che i prodotti integrali fortificati con acido folico sono la chiave per la vostra salute orale e per quella del bambino. “L’assunzione di acido folico è importante durante la gravidanza per prevenire patologie fetali del labbro e del palato” spiega il Dott. Swan. Assicuratevi di assumere 0,4 mg di acido folico al giorno: è importante anche per il corretto sviluppo cerebrale del feto e della colonna vertebrale. Il germe di grano è ricco di vitamina E, un altro “guaritore” di problemi ai tessuti e alle ferite.
Cibi alternativi: altri alimenti che contengono folato e acido folico includono verdure verde scuro (broccoli, spinaci, piselli, cavoletti di Bruxelles), mais, legumi secchi e arance. In alternativa potete rivolgervi agli integratori multi-vitaminici prenatali, che includano anche l’acido folico.


Chewing-gum allo xilitolo
Gli esperti li promuovono come "cibo funzionale" perché le ricerche hanno mostrato come questo particolare tipo di zucchero sia in grado di ridurre la proliferazione dei batteri. 



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Sai come aver cura dei denti del bambino?

Per curare la salute dentaria dei più piccoli, occorre garantire loro un giusto equilibrio alimentare soprattutto una corretta igiene orale. Fra le domande più frequenti che i genitori ci rivolgono c'è quale sia lo spazzolino migliore da utilizzare per lavare i denti dei bambini e se utilizzare quello normale o quello elettrico.
La risposta non è univoca. Oggi esistono in commercio diversi tipi di spazzolino e bisogna scegliere quello più adatto ad ogni fase di crescita del bambino, ricordando che lo spazzolino è lo strumento più efficace per eliminare la placca e quindi prevenire la carie.



Già nel pancione...
La salute dei denti parte addirittura nel pancione della mamma: eseguire le corrette pratiche di igiene orale, accompagnate da una sana alimentazione con un limitato apporto di zuccheri e un alto contenuto di principi nutritivi, costituisce il primo passo per la prevenzione e la tutela della salute della bocca del bambino. "In virtù di un processo di trasmissione madre-bambino, sono alte le possibilità che la mamma possa 'infettare' il piccolo con il batterio responsabile della carie, lo Streptococco Mutans. Questo sta a indicare che una elevata presenza di carie nella mamma potrà influenzare in maniera significativa lo sviluppo di carie nel bambino già nella dentatura ai latte", spiega Antonella Polimeni, Presidente del Collegio Nazionale dei Docenti Universitari di Odontoiatria.


Da 0 a 3 anni
Fin dai primi mesi di vita del bambino, già dai 6 mesi, bisogna pulire le gengive per rimuovere la placca. Si può utilizzare una garzina imbevuta d'acqua o gli appositi pulisci gengiva, acquistabili in farmacia. Dal momento in cui spuntano i primi dentini si inizia a usare lo spazzolino. I modelli per i neonati hanno setole morbidissime e una testina molto piccola. E' importante proporre il momento dell'igiene orale come un gioco, così che il bambino prenda confidenza con questo strumento e con la prassi della pulizia quotidiana. Quindi è buona norma pulire i denti due volte al giorno con uno spazzolino morbido specifico, senza dentifricio, finché il bambino non sia diventato in grado di sciacquarsi senza ingerire l'acqua necessaria per lavarlo via.

E' necessario, pertanto, che il genitore effettui personalmente lo spazzolamento nei primi anni di vita e lo supervisioni fino a quando la manualità del bambino sia sufficiente a garantire un valido spazzolamento. Utili indicatori di raggiunta manualità sono la capacità di allacciare, in maniera autonoma, le scarpe e saper scrivere in corsivo.


Dai 3 ai 6 anni
In questa fase dello sviluppo il bambino acquisisce le sue prime autonomie e spesso vorrà lavarsi i dentini da solo. E' importante iniziare a mostragli quindi come lavarsi i denti, ovvero disegnando con lo spazzolino dei piccoli cerchietti sui denti. Non lasciamo ancora a lui la completa gestione della pulizia dentale! Mamma e papà devono intervenire perché il piccolo non è in grado di compiere bene i movimenti e di farlo per il tempo necessario (2 minuti!). Lo spazzolino ha ancora setole morbide, impugnatura ergonomica e testina piccola. Può essere introdotto il dentifricio, con un minima quantità di fluoro (500 ppm – parti per milione) e ricordiamoci che davvero ne basta una puntina. E' infatti lo spazzolino che rimuove la placca per detersione e non il dentifricio!

Dai 6 ai 12 anni
Con la crescita dei denti permanenti è necessario cambiare la forma dello spazzolino: avrà sempre setole morbide per non danneggiare lo smalto e le gengive, ma più lunghe per penetrare meglio fra gli spazi dei denti. Cambia anche il movimento di pulizia: non più i cerchietti ma il movimento a rullo, ovvero dalla gengiva alla punta del dente, almeno 3 o 4 volte per ogni singolo dente. E' a partire da questa età che si può introdurre lo spazzolino elettrico, basta che sia un modello studiato per i bambini, perché ha un numero di oscillazioni e rotazione adatto alle gengive dei bimbi e una testina più piccola. Per quanto riguarda il dentifricio, sempre da usare con moderazione, ancora non possiamo usare quello per adulti, ma uno che contenga fluoro in quantità di 1.000 ppm.