sabato 16 maggio 2015

Che fare quando spuntano i primi dentini?

A spuntare per primi sono: gli incisivi, solitamente quelli inferiori e poi quelli dell’arcate superiore, quindi i premolari e i molari. Se in alcuni bambini questo processo naturale non crea disagio, in altri provoca una serie di fastidi più o meno intensi. I disturbi vanno da un lieve indolenzimento delle gengive accompagnato da nervosismo e irritabilità, a veri e propri malesseri. Nei casi più impegnativi i bambini possono avere una leggera febbre unita o meno a forme di diarrea ed infiammazioni generalizzate. Le feci stesse sono più acide e questo irrita il sederino che può arrossarsi e coprirsi di bollicine doloranti mentre la pipì ha un odore più intenso di ammoniaca. Le gengive sono gonfie, dolenti e spesso ricoperte da una sorta di bolla trasparente di colore violaceo. Il piccolo esprime il suo disagio con crisi di pianto e tende a mordere con forza ciò che viene portato alla sua bocca: il capezzolo, la tettarella e qualsiasi altra cosa riesce a stringere tra le manine. La salivazione è più abbondante e il disagio aumenta nel momento in cui il piccolo va a nanna. La posizione orizzontale favorisce l’afflusso di sangue alle gengive infiammate, aumentando il dolore.

Ricordiamo che il primo dentino da latte spunta tra i quattro e gli otto mesi provocando un lieve arrossamento della gengiva che spesso è mal tollerato dal bambino che potrebbe reagire con pianto, irrequietezza e difficoltà a prendere sonno. Per alleviare il fastidio dovuto all'eruzione dei denti da latte si possono utilizzare giocattoli atossici contenenti un liquido refrigerante o da tenere nl frigo, una garza imbevuta di acqua fredda o pomate specifiche a base di sostanze naturali (previo consulto del pediatra). Evitare cibi e bevande calde, e soprattutto evitare miele o altre sostanze zuccherine, che possono provocare l'insorgenza di carie.


Una piccola dose di antinfiammatorio dà sollievo quando il dolore è più intenso o c’è un po’ di febbre, ma i farmaci possono essere utilizzati solo una volta ogni tanto, non certo per tutte le lunghe settimane in cui il bimbo manifesta fastidio. Piuttosto, si può eventualmente ricorrere a qualche rimedio di tipo omeopatico, come Belladonna, che esercita una delicata ma efficace azione antipiretica e antidolorifica o Ferrum phosphoricum, che ha un effetto mirato proprio sulla mucosa gengivale irritata. Per aiutare il bambino a riposare meglio, invece, si può usare Chamomilla: combatte l’irritabilità e rilassa il sistema nervoso. Queste sostanze si trovano anche riunite in un solo prodotto di semplice somministrazione che risulta gradevole al bambino. Si trova in farmacia e va proposto ai primi sintomi di dentizione fastidiosa. Poiché non ha alcun effetto collaterale, può essere utilizzato per tutto il tempo che si desidera.


Molti genitori per far calmare il bambino che piange o fa capricci, lasciano che si addormenti con il biberon contenente latte o altre sostanze cariogene, o con il ciuccio imbevuto di sostanze zuccherine, come il miele. Questa abitudine è da evitare ad ogni costo poiché provoca nella maggior parte dei casi la formazione di carie, anche molto estese. Si tratta della cosiddetta "Sindrome da Biberon". Infine i genitori dovrebbero cercare di staccare il bambino dal biberon tra i 18 e i 24 mesi.

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